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il mondo al femminile


Diario


23 ottobre 2008

Cosa è davvero impossibile?

Oggi viviamo in un'Italia non molto diversa da quella che abbiamo conosciuto sui libri di storia.. abusi di potere, discriminazioni di vario genere, volgarità popolari presi ad esempio di vita, qualunquismo e disimpegno, ignoranza e bella vita. Insomma, il paese perfetto dove poter diventare eroe, solo perchè tenti con l'esercizio del cervello di conoscere la realtà in cui vivi e di denunciare le cose che vanno male, che stanno sotto gli occhi di tutti ma fuori dalle coscienze di molti, come se fossimo sempre davanti un reality show, dove basta cambiare canale quando ci si inizia ad annoiare..
Le proteste degli studenti sono un semplice esercizio di quella capacità, ma la società di oggi è stata ben  organizzata per evitare che i vari settori disagiati entrino in contatto fra di loro..gli studenti da una parte, gli operai dall'altra, gli extracomunitari ancora più in là, i disoccupati emarginati, i senzatetto sfigati, i precari degli eroi ammirabili ma in fondo son giovani!
Ed ecco ottenuto il risultato: tutti sono liberi di protestare, senza alzare troppo la voce. Perchè se la voce si alza troppo il rischio è che la protesta venga accolta da altri...se la protesta è ben fatta dovrebbe avere proprio questo obiettivo: allargare a tutte le fasce disagiate l'occasione di denunciare in massa il proprio disagio. Mi piacerebbe vedere protestare insieme il professore universitario, che reclama fondi per la ricerca, all'operaio, che rischia la vita andando a lavorare in nero sulle impalcature delle città..ma è davvero così impossibile?




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18 settembre 2008

Presente

Sono latitante e assenteista..lo so. ma il mio rapporto con il mondo informatico non è mai costante..Voglio solo riprendere, chissà che non mi vengano delle belle idee.




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29 gennaio 2008

Giorni nostri

Un cannolo
parla più di un siciliano...


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19 gennaio 2008

Le preghiere di Cuffaro esuadite

Falcone e Borsellino così muoiono per la seconda volta.
La giustizia intrappolata dalla scena politica che ogni giorno mette sul palcoscenico la farsa della nostra classe dirigente che cura minuziosamente ogni battuta, ogni atto, ogni comparsa. Non è un film, dove ci possono essere più ciak ma è teatro improvvisato, attori che sono fuori classe: negare negare fino all'evidenza; per tutto il resto ci pensano gli organi di stampa, gli alleati, gli ignoranti.
Il politico Cuffaro dovrà pur fare i conti con l'uomo Cuffaro: mi chiedo, quand' è davanti a sè stesso, circondato da tutti quei bei quadri della madonna e di gesù, con accanto la sua famiglia, si chiede mai cosa cazzo sta facendo? Quante figure di merda sta raccogliendo(
http://it.youtube.com/watch?v=F5MZmJLMQ9Y)? Quant' è lontano dai padri costituzionali? Da don Luigi Sturzo ( che forse, essendo stato un parroco è una figura che riconosce meglio di Falcone o Borsellino..), da don Pino Puglisi..Mi chiedo, umanamente parlando, visto che politicamente non credo che riesca a farlo visto che non ha idea di cosa sia il bene pubblico, cosa pensa di sè stesso: condannato a cinque anni per favoreggiamento alla mafia. Ufficialmente e "scenograficamente" è sollevato, ma umanamente non dovrebbe farsi un pò schifo? glielo auguro. Gli auguro di farsi schifo fino al vomito, di non reggere più la sua visione di uomo, padre, marito, figlio. Glielo auguro per il bene dei suoi cari, perchè solo loro, tolti i suoi alleati (comparse "scenografiche" spinte da interessi personali e non già da affetto), possono perdonarlo. Io no. Io lo condanno.


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16 gennaio 2008

Date a Cesare quel che è di Cesare

...Eppur si muove..scrisse Galileo Galilei dopo aver abiurato..Forse il Vaticano si aspetta anche oggi qualcosa del genere dal mondo della cultura.
Mi va di mettere l'accento su chi davvero è censurato oggi: la cultura. Se dei professori, nell'esercizio della loro professione, decidono di esprimere la loro legittima opinione non capisco perchè devono essere così giudicati senza cercare di comprendere la loro posizione. Chi davvero è sotto processo? Chi subisce condanne e giudizi anche quando non sono richiesti?
Eppur si muove...


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5 dicembre 2007

Ingrid Betancourt

 


“Come ti dicevo, la vita qui non è vita, è una lugubre perdita di tempo. Vivo o sopravvivo in un’amaca tesa tra due pali, coperta con una zanzariera e una tenda in cima a dare da tetto, con la quale posso pensare di avere una casa”. “Fisicamente sono in un pessimo stato: non mangio più, ho l’appetito bloccato, i capelli mi cadono a ciocche”. “Non ho voglia di nulla perché l’unica risposta qui nella giungla è ‘no’. È meglio, allora, non desiderare nulla per rimanere almeno privi del desiderio”. Ingrid si lamenta con la madre perché il tempo nella selva è interminabile: depressa, triste, senza forze, la Bentancourt descrive le sue giornate nella giungla, senza oggetti personali (l’unico lusso che le è concesso dai guerriglieri è una Bibbia), con la necessità di esser sempre pronto a raccogliere tutto e mettersi in marcia per fuggire e trovare un altro rifugio.

“In qualunque momento possono chiederti di metter via le tue cose, e tutti devono esser pronti a dormire in un buco o sdraiarsi da qualche parte come un animale”. “Da tre anni chiedo un’enciclopedia per leggere qualcosa, per imparare qualcosa, per mantenere viva la mia curiosità intellettuale”. “Qui nulla dura, l’incertezza e la precarietà sono l’unica costante”. Anche il fatto di essere l’unica donna nel gruppo di ostaggi è un problema: “Prima mi godevo ogni bagno nel fiume, ma poiché sono l’unica donna lo faccio praticamente vestita”.

http://betancourt.triveneta.tv/index.php
 
A questo indirizzo potete firmare la petizione per il rilascio di Ingrid Betancourt,Militante nella difesa dei diritti umani, ha fondato il partito di centro-sinistra "Partido Verde Oxígeno". È stata rapita il 23 febbraio 2002 dalla guerriglia delle
Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC). Da allora di lei si è persa ogni traccia.
17 maggio 2007 è stata resa nota la notizia, riportata da un poliziotto sfuggito alla prigionia, che la Betancourt sarebbe ancora viva. Il 30 novembre 2007 il governo colombiano ha dichiarato che è stato trovato un video recente con la Betancourt ancora viva.


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30 novembre 2007

La strega dei 1000 colori comanda comanda comandamenti a colori!

La nuova società moderna ha bisogno di nuovi comandamenti.
Proporrei a ciascuno di trovare un comandamento che sia adatto ai nuovi tempi che viviamo. Siate cinici, cattivi, critici e a volte anche insensibili. Insomma, un decalogo per poter affrontare la nuova società moderna con un bel bagaglio di insegnamenti che ci aiutino a prenderla meno iun culo e ci renda le cose più leggere..Io qualche giorno fa ne ho trovato uno che secondo me calza a pennello:

  • NON AMARE
Ma potete darmi voi qualche suggerimento. In fondo i comandamenti ci sono solo per essere infranti. Visto che da duemila anni ci dicono di amare il prossimo come noi stessi  ma noi proprio non ce la possiamo fare, forse per spirito di contraddizione inizieremmo tutti ad amarci come i pazzi pensando di star facendo la cosa più trasgressiva al mondo! Via ai suggerimenti, scriviamo insieme i nuovi comandamenti.


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2 luglio 2007

Giugioni a Rainews24

  Da segnalarvi un link: 

http://www.rainews24.it/video.asp?videoID=2578
 
Ci trovate il corto di Giugioni che ha vinto il premio Rainews24 al concorso "Corto Sicuro" promosso dalla Presidenza della Repubblica.
L'attenzione verso il mondo del lavoro e le condizioni dei lavoratori non è mai abbastanza. Soprattutto quando si parla di meridione e di operai extracomunitari. Grazie Giugioni per aver sensibilizzato la giuria riguardo una storia, quella di Mircea Spiridon, operaio trentaduenne morto sotto le macerie di una palazzina, che aveva scioccato molti, ma caduta nel dimenticatoio senza produrre una reale spinta a milgiorare la situazione di tanti operai.
Avevo scritto di questa storia in un post "Le irregolarità uccidono" il 23 09 2006.




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23 maggio 2007

"La memoria è diventata futuro"

23 maggio 1992 - 23 maggio 2007
" Trovo meraviglioso il fatto che a ricordare Giovanni Falcone
 arrivino giovani da tutta Italia perchè significa che la memoria è diventata futuro"

Queste sono le parole che Rita Borsellino ha detto riguardo all'anniversario della strage di Capaci. Credo che ci voglia tanta determinazione, tanta voglia di costruire e seminare per nutrire ancora speranza in un possibile cambiamento e miglioramento. A volte riconosco di essere rassegnata di fronte a tanto malcostume dilagante nelle istituzioni, a volte credo che non ci siano più vie d'uscita, che nessuno ci ascolti, che buona parte della società civile resti invisibile, inascoltata, sottovalutata. Ma me ne vergogno perchè quando le parole di una vittima di mafia risuonano così lucide e ricche di speranza mi rendo conto che è sempre poco quello che faccio per costruire un cambiamento, che forse per certe imprese non è permesso stancarsi, nè abbassare mai la guardia, nè lasciarsi andare alla rassegnazione.

 




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9 maggio 2007

Peppino Impastato 9 maggio 1978 - 9 maggio 2007

Oggi volevo rendere omaggio a una vittima di mafia, un giovane siciliano, figlio d'un mafioso, nato alla fine degli anni '40. Ha portato avanti le sue idee senza cedere mai ai ricatti e alle minacce: alcuni suoi compaesani odierni lo considerano un incoscente, altri cercano superficilamente di deturparne il ricordo. Io ho conosciuto la storia di Peppino Impastato soprattutto attraverso il film di Marco Giordano "I cento passi".
Non è vero che il suo è stato un sacrificio inutile. Gaetano Badalementi potrebbe dirne qualcosa, se non fosse morto pure lui, potrebbe raccontarci se davvero l'azione di Peppino fosse tanto indolore per i suoi affari di mafioso; e anche Felicia Bartolotta Impastato, madre di Peppino, ha testimoniato con la sua vita e le sue denunce l'importanza della lotta condotta dal giovane siciliano.
Oggi, Peppino Impastato è un reale punto di riferimento per i giovani che vogliono cambiare il corso delle cose partendo dai luoghi in cui vivono quotidianamente: scuole, famiglie, università, ambiente di lavoro, impegno politico. Vorrei che per i giovani siciliani la figura di Peppino rappresentasse quello che per molte generazioni ha rappresentato la figura di Che Guevara: fare riferimento agli eroi della propria terra rende più realistica la possibilità di farcela.

E venne da noi un adolescente
dagli occhi trasparenti
e dalle labra carnose,
alla nostra giovinezza
consunta nel paese e nei bordelli.
Non disse una sola parola
nè fece gesto alcuno:
questo suo silenzio
e questa sua immobilità
hanno aperto una ferita mortale
nella nostra consunta giovinezza.
Nessuno ci vendicherà:
la nostra pena non ha testimoni.

                       (Giuseppe Impastato)




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